Come aprire la partita IVA da docente privato: guida per aspiranti liberi professionisti

Xolo
Autore Xolo
Scritto da 22 maggio, 2023 4 minuti di lettura

Chi è e che cosa fa il docente privato

Il docente privato è un'insegnante che offre lezioni e ripetizioni “private”, cioè non in sede scolastica, a degli studenti. Egli solitamente fornisce questo servizio presso il proprio domicilio oppure presso l’abitazione dello studente (ultimamente però sempre più docenti offrono lezioni anche online): le lezioni che impartisce possono essere di svariate materie (dall’ambito scientifico a quello umanistico, dalle lingue straniere alle lingue classiche e via dicendo) e di differenti livelli di istruzione, a partire da un aiuto-compiti per i bambini delle elementari passando per un supporto nello studio ai ragazzi di medie e liceo fino a lezioni e approfondimenti per gli studenti universitari. 

In genere il docente privato si crea un proprio giro di studenti con i quali stabilisce un calendario di appuntamenti, anche più volte nella stessa settimana, con pagamento sulla base di una tariffa oraria.

È possibile esercitare questo lavoro solo per un determinato periodo temporale, magari mentre si studia all’università, oppure in modo continuativo come vera e propria professione. 

Vediamo tutti i passaggi per regolamentare l’attività di docente privato.

Come si diventa docente privato

Per essere un docente privato non è richiesto formalmente alcun titolo specifico, ma certo è che senza dubbio la cosa ideale per attrarre e mantenere clienti è essere estremamente preparati e competenti nelle materie che si insegnano. Sarà perciò importante che, per esempio, se si impartiscono ripetizioni di latino e greco si abbia la maturità classica o addirittura la laurea in Lettere Classiche, così come se si insegna matematica si abbia un diploma di liceo scientifico o una laurea in materie scientifiche.

Oltre al titolo di studio e alle competenze nella propria materia, è importante che il docente privato sia una persona empatica, che sappia comunicare e relazionarsi nel modo migliore con i propri studenti, che sia responsabile e cooperativo, oltre che flessibile e disponibile (nei limiti) alle esigenze dei ragazzi ai quali insegna.

Lavoratore dipendente o libero professionista: la scelta della modalità di esercizio

Un docente privato, tendenzialmente, non può essere un lavoratore dipendente: in quel caso egli è un insegnante regolarmente assunto dallo Stato (nel caso della scuola pubblica) o da un Istituto (nel caso di una scuola privata). Ci sono però delle particolari deroghe che autorizzano gli insegnanti dipendenti ad esercitare anche come docenti privati, ma sono previste molte limitazioni.

In generale, colui che impartisce lezioni private in modo continuativo ed esclusivo deve necessariamente esercitare la propria attività come libero professionista, aprendo dunque la propria partita IVA, scegliendo il codice ATECO di riferimento e il regime fiscale più adatto: se non sai come fare, prosegui la lettura di questa guida e affidati a Xolo per avere un supporto costante e preziosi consigli in tutte queste fasi!

Come, quando e quanto costa aprire la partita IVA da docente privato

Abbiamo visto che per esercitare regolarmente l’attività di docente privato in modo continuativo e non saltuario né occasionale (dunque oltre un periodo di massimo 30 giorni) non può bastare la ritenuta d’acconto ma è invece necessario aprire la partita IVA: per farlo, basta inviare la documentazione richiesta e l’apposito modulo compilato (l’AA9/12) all’Agenzia delle Entrate, tramite procedura online o sportello fisico. Anche se la procedura non è difficile e di per sé non prevede costi, è sempre consigliabile non svolgerla in autonomia ma rivolgersi a un commercialista o a un esperto fiscale, per avere la certezza di non commettere errori burocratici: con il supporto di Xolo puoi aprire la tua partita IVA da docente privato in sole 24 ore e senza alcun costo!

Scelta del codice ATECO per docente privato

Nel momento in cui si apre la partita IVA è obbligatorio scegliere un codice ATECO da associarvi: questo codice di 6 cifre viene selezionato dall’elenco di tutte le attività economiche previste dall’Agenzia delle Entrate e serve per regolare la professione sia dal punto di vista fiscale che da quello previdenziale.

Per l’attività di docente privato, il codice ATECO di riferimento è 85.59.90, che indica “Altri servizi di istruzione nca”.

Quale regime fiscale può scegliere un docente privato

Un docente privato in linea di massima ha libera scelta sul regime fiscale da adottare; principalmente può decidere di optare per il regime ordinario oppure per il regime forfettario.

  • Il regime ordinario prevede la tassazione sulla base di scaglioni di reddito progressivi dal 23% al 43% del fatturato totale annuo e non ha limiti né prerequisiti di accesso.
  • Il regime forfettario, noto anche come agevolato, è in generale più vantaggioso perché le tasse sono forfettizzate in un’unica aliquota fissa pari al 15% del fatturato annuo (o addirittura pari al 5% per i primi cinque anni di attività di una start-up), ma esistono diversi prerequisiti per accedervi, il primo dei quali è costituito da una soglia massima di fatturato annuo di 85.000 € lordi.

Un docente privato, per quanto bravo e con un ampio giro di studenti, difficilmente supererà – in particolare all’inizio della propria carriera – questo tetto massimo di fatturato, dunque, se è in possesso anche degli altri requisiti, troverà senza dubbio conveniente l’adesione al regime forfettario.

Principali vantaggi per il docente privato in regime forfettario

Come accennavamo, un docente privato generalmente avrà molti più vantaggi optando per il regime fiscale forfettario: ecco i principali.

  • L’aliquota da versare per le tasse è fissa al 15% del fatturato annuale (basti pensare che l’aliquota più bassa nel regime ordinario è pari al 23%)
  • Il coefficiente di redditività, sulla base del codice ATECO, è del 78%: questo elemento è fondamentale per calcolare le tasse che il docente privato deve pagare. Per esempio, se egli fattura 30.000 € lordi in un anno, deve svolgere questo calcolo: 30.000 x 78% = 23.400 x 15% = 3.510 €, cioè la quantità di tasse da versare in quel determinato anno
  • Le attività contabili sono semplificate
  • L’IVA non viene applicata

La contribuzione per il docente privato

Il docente privato che lavora come libero professionista deve versare, oltre alle tasse viste nel paragrafo precedente, anche i contributi. Per tutti i liberi professionisti che non hanno una Cassa previdenziale né un Albo professionale di riferimento, tra cui anche, appunto, il docente privato, esiste la Gestione separata INPS, la cui iscrizione avviene in automatico quando si apre la partita IVA e alla quale si pagano i contributi. 

L’aliquota da versare varia leggermente di anno in anno: per il 2023 è stata fissata al 26,23%.

L’emissione della fattura per il docente privato

Il docente privato, per incassare il proprio compenso, deve emettere regolare fattura: dal 1 luglio 2022 è anch’egli obbligato all’emissione della fattura elettronica. Dal momento che, al contrario di altri liberi professionisti, non lavora su progetti ma in modo più o meno continuativo con gli studenti, egli potrà decidere di emettere fattura dopo un certo periodo concordato, per esempio ogni mese, ogni tre mesi o come più gli conviene.

Ogni fattura emessa deve prevedere i seguenti dati:

  • il numero progressivo della fattura
  • la data di emissione
  • la denominazione e il numero di partita IVA del committente e dell’esecutore
  • l’IVA e l’aliquota
  • il corrispettivo economico concordato per la prestazione

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In questo modo, avrai la garanzia di essere sempre seguito da un esperto a te dedicato, che sarà disponibile per telefono o per e-mail e che ti fornirà un supporto costante per la tua attività sia dal punto di vista contabile che fiscale. Avrai inoltre la possibilità di scegliere il pacchetto di servizi più adatto alle tue esigenze e personalizzato ad hoc per te, risparmiando tempo e denaro: non esitare, affidati a Xolo!

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