Come aprire la partita IVA da sviluppatore web: guida per aspiranti liberi professionisti

Xolo
Autore Xolo
Scritto da 22 maggio, 2023 5 minuti di lettura

Chi è e cosa fa lo sviluppatore web

Tra le professioni più richieste oggi dal mercato c’è lo sviluppatore web, un esperto di informatica e linguaggi di programmazione che si occupa di creare applicazioni online, come siti web statici o dinamici, e-commerce e applicazioni accessibili da qualsiasi dispositivo mobile.

Come si diventa sviluppatore web

Uno sviluppatore web può avere molte competenze diverse. Alla base serve una laurea in informatica alla quale far seguire master o corsi per acquisire le singole specializzazioni.

Le competenze principali da acquisire sono relative ai linguaggi di programmazione:

  • PHP
  • AspNet
  • Java

Uno sviluppatore web può inoltre specializzarsi in altri ambiti come:

  • Linguaggi lato client come css, javascript, xml, html
  • Linguaggi lato server come SQL, Java, .Net, PHP, Perl, Asp 
  • Linguaggi di programmazione e mark up
  • Server web
  • Sicurezza informatica
  • Protocolli di rete
  • Ottimizzazione di database

Lavoratore dipendente o libero professionista: la scelta della modalità di esercizio

Uno sviluppatore web può esercitare la propria professione in due modalità:

  • quale lavoratore dipendente assunto con regolare contratto da un’azienda,
  • quale lavoratore autonomo, ossia libero professionista in possesso della propria partita IVA.

Nel caso di uno sviluppatore web autonomo, esistono tre casistiche in cui il professionista può collocarsi a seconda delle attività che svolge:

  • soggetti che sviluppano applicazioni per uno o più committenti,
  • soggetti che sviluppano applicazioni e le commercializzano online,
  • soggetti che svolgono entrambe le attività.

A seconda della categoria in cui si inserisce, uno sviluppatore web autonomo dovrà rispettare alcuni adempimenti e misure specifiche nell’apertura di una partita IVA.

Come e quando aprire la partita IVA da sviluppatore web libero professionista

Lo sviluppatore web che crea applicazioni per altri committenti o per store online in maniera continuativa e professionale deve aprire la partita IVA compilando il Modello AA9/12 e inviandolo all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio della sua attività.

Il modello può essere consegnato di persona presso un ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate o inviato per mezzo di un intermediario autorizzato.

Se si sceglie di compilare autonomamente il documento, è necessario prestare attenzione ad alcuni campi:

  • Data di inizio attività (Quadro A): può essere la data di compilazione del modello o quella precedente ma non deve mai essere una data successiva a quella della compilazione;
  • Attività esercitata (Quadro B): richiede l’inserimento di un codice ATECO;
  • Volume d’affari: chi si attiene al regime semplificato deve inserire il dato presunto; mentre chi ha preferito il regime forfettario non deve inserire nulla;
  • Opzione acquisti intracomunitari: da barrare solo nel caso di acquisti dall’estero;
  • Voce regimi fiscali agevolati: indicare 2 per l’adozione del regime forfettario;
  • Quadro F e soggetti depositari delle scritture contabili: se l’apertura della partita IVA avviene in autonomia, indicare il luogo della residenza o di dove si svolge l’attività.

Completata la compilazione, lo sviluppatore web può presentare il modulo per l’apertura della partita IVA che avrà effetto a partire dalla data inserita nella sezione Modello apertura partita IVA – Parte finale.

Altri adempimenti per soggetti che sviluppano applicazioni per uno o più committenti

Se lo sviluppatore web libero professionista non possiede i requisiti per iscriversi ad un albo professionale, allora deve iscriversi all’Inps - Gestione separata entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA; nel caso contrario il freelance dovrà procedere con l’iscrizione alla propria cassa di appartenenza.

Altri adempimenti per soggetti che sviluppano applicazioni e le commercializzano online

La vendita di applicazioni su store online rientra tra le attività commerciali - e non professionali - e per questo richiede adempimenti ulteriori che si aggiungono all’apertura della partita IVA. In particolare i soggetti che commercializzano online le proprie applicazioni devono anche:

  • effettuare un’iscrizione presso la Camera di Commercio;
  • presentare Segnalazione certificata di inizio attività;
  • effettuare l’iscrizione Inps - Gestione commercianti;
  • aprire una Pec;
  • effettuare eventuali iscrizioni Inail.

 

Per tutti i soggetti che si occupano di entrambe le attività, ossia commercializzano applicazioni proprie e sviluppano applicazioni per terzi, sarà necessario identificare l’attività prevalente in relazione al fatturato e da lì i relativi obblighi normativi e fiscali da gestire.

In ogni caso aprire una partita IVA e gestire tutti i successivi adempimenti per uno sviluppatore web che voglia lavorare come libero professionista richiede una buona conoscenza delle normative fiscali. 

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Quanto costa aprire la partita IVA da sviluppatore web libero professionista

Il costo di apertura di una partita IVA per uno sviluppatore web professionista dipende dal regime fiscale adottato, che può essere di due tipi, semplificato o forfettario.

Scelta del codice ATECO per sviluppatore web libero professionista

All’apertura della partita IVA ogni sviluppatore web deve indicare un codice ATECO, ossia un codice di riferimento che identifica la categoria professionale di appartenenza.

Gli sviluppatori web che creano applicazioni per uno o più committenti potranno indicare due codici:

  • 62.01.00: “Produzione di software non connesso all’edizione”
  • 62.02.00 “Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica”

 

Il primo codice Ateco implica l’iscrizione alla Camera di Commercio, mentre il secondo prevede l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Per i soggetti che, oltre a sviluppare, commercializzano le applicazioni su store online, il codice ATECO da utilizzare è quello generico previsto dal commercio elettronico, ossia il 47.91.10 “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotti effettuato via internet”. 

Quale tipo di regime fiscale può scegliere uno sviluppatore web libero professionista?

Come anticipato sopra, ogni sviluppatore web può scegliere tra due regimi fiscali a cui aderire: il regime semplificato e quello forfettario.

Il regime semplificato va bene per qualsiasi libero professionista e prevede una tassazione che progredisce per fasce di reddito a partire da un’aliquota del 23%. Il vantaggio di questa categoria fiscale è la possibilità di dedurre le spese collegate all’attività professionale, per questo motivo si consiglia di adottarlo nel caso di costi lavorativi  o deduzioni familiari importanti.

Il regime forfettario si applica solo in presenza di determinati requisiti - tra i più importanti la soglia massima di fatturato annuo di 85.000 euro - e non permette di dedurre nessun costo se non i contributi versati, ma, a differenza di quello semplificato, è caratterizzato da una tassazione molto bassa e per questo consigliato soprattutto nei primi anni di attività.

Scegliere il regime fiscale più vantaggioso per uno sviluppatore web alle prime armi può risultare complesso: con Xolo potrai usufruire della consulenza di un esperto fiscale, sempre disponibile per te. Contattaci per richiedere più informazioni.

I principali vantaggi per lo sviluppatore web libero professionista in regime forfettario

Lo sviluppatore web freelance che sceglie di adottare un regime fiscale forfettario può usufruire di notevoli vantaggi, tra cui:

  • la non applicazione dell’IVA e dell’IRPEF;
  • un’imposta sostitutiva al 15%, abbassata al 5% per i primi 5 anni di attività;
  • una tassazione applicata su un coefficiente di redditività, in questo caso pari al 67%: ciò significa che, per ogni 100 € guadagnata, la tassazione viene applicata su 67€ mentre la cifra restante viene esclusa e considerata come spesa fissa sostenuta per l’attività.

La contribuzione per gli sviluppatori web liberi professionisti

La contribuzione per uno sviluppatore web libero professionista si modifica a seconda della tipologia di attività svolta.

  1. Soggetti che sviluppano applicazioni per uno o più committenti: in questo caso l’iscrizione all’Inps - Gestione separata comporta il pagamento di contributi previdenziali in percentuale al reddito nella misura del 26,23% (per il 2022) da versare nel corso della dichiarazione dei redditi ogni anno.
  1. Soggetti che sviluppano applicazioni e le commercializzano online: in questo caso, l’iscrizione all’Inps - Gestione commercianti prevede un versamento di contributi fisso e pari a 3800 € all’anno fino al raggiungimento di un reddito minimale di 17.504 €. Superata questa soglia, ai contributi fissi si aggiungono dei contributi a percentuale (circa il 24%) sul reddito eccedente. Nel caso di regime forfettario si assiste ad una riduzione dei contributi sia fissi sia a percentuale del 35%.

Emissione della fattura

Lo sviluppatore web deve emettere fattura:

  • al momento dell’incasso, se crea applicazioni per altri committenti;
  • al momento dell’accredito del corrispettivo nel suo conto corrente, se commercializza attraverso store online.

In entrambi i casi la fattura deve sempre contenere:

  • i dati dello sviluppatore,
  • i dati del cliente,
  • la data di emissione,
  • il numero della fattura,
  • la descrizione del servizio,
  • l’importo dovuto.

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